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venerdì 25 marzo 2011

Come aprire una Gelateria Artigianale


L’attività di fabbricazione gelati può essere ricondotta alla sola attività artigiana di produzione, ed in tal caso la normativa cui si fa riferimento è la Legge n. 443/85 meglio conosciuta come legge quadro sull’ artigianato (vedi oltre Caso A).
Qualora invece, alla produzione si affianchi anche la somministrazione cioè nel caso in cui gli acquirenti consumino i prodotti nei locali dell’esercizio o in una superficie aperta al pubblico,tale attività rientra nelle attività di somministrazione di alimenti, ed è regolamentata dalla legge 287/91 (vedi oltre Caso B)
Vi è poi il caso in cui siano somministrati al pubblico non solo i prodotti dell’attività artigianale, ma anche altri alimenti (confezionati), in tal caso si rientra nel settore più specificamente commerciale e la Legge che regolamenta tale attività è la 114/98 (vedi oltre Caso C).

Percorso da seguire per avviare l'attività
Relativamente agli adempimenti necessari per l’avvio dell’attività distinguiamo i tre casi sopra elencati.
*Caso A) Produzione artigianaleIl decreto Legislativo 6 novembre 2007, n. 193 (entrato in vigore il 24 novembre 2007) abroga l’Art. 2 della Legge 283/62 e quindi le Autorizzazioni Sanitarie.
Oggi, l’aspirante imprenditore alimentare deve consegnare al Comune ove ha sede l’attività il modulo D.I.A. (Denuncia di Inizio Attività, ai sensi del Regolamento CE 852/2004).
Al modulo D.I.A. vanno allegati:
1) relazione tecnica datata e firmata dall’interessato in 3 copie;
2) pianta planimetrica in 3 copie datata e firmata dall’interessato, in scala non superiore a 1:100
degli ambienti;
3) copia della ricevuta del versamento intestato all’ASL.
Poiché la “fabbricazione di gelati” è attività artigianale (che prevede laboratorio con annessa e correlata vendita al dettaglio), essa è soggetta a D.I.A. differita:
L’attività può iniziare dopo 30 giorni dalla data di presentazione della dichiarazione in Comune per silenzio assenso, o subito dopo il sopralluogo favorevole eseguito dall’ASL entro 30 giorni dalla presentazione della dichiarazione in Comune.
In ogni caso, qualora il sopralluogo di verifica da parte dell’ASL sia effettuato e sia negativo, superati i 30 giorni l’attività in essere riceverà provvedimento motivato di divieto a continuare o iniziare l’attività stessa.
Non è prevista in alcun caso l’emissione di uno specifico parere da parete dell’ASL, né di atto autorizzativo da parte del Comune.
Al punto 6 della D.I.A. è prevista un’autocertificazione (reato penale in caso di falsa dichiarazione) in cui l’imprenditore dichiara, nell’ordine, di:
1) rispettare i requisiti in materia di igiene previsti dagli allegati del regolamento CE n. 852/2004;
2) rispettare i requisiti specifici in materia di igiene degli alimenti contenuti nelle normative nazionali e regionali;
3) che l’attività rispetta le vigenti normative su emissioni in atmosfera, smaltimento residui solidi e liquidi, approvvigionamento acqua potabile;
4) comunicare ogni successiva modifica significativa.

*Caso B) Somministrazione
Per l’attività di fabbricazione gelati, insieme a tutte le attività economiche disciplinate dal DecretoLegislativo 114/1998, e a quelle relative alla somministrazione di alimenti e bevande, non è più revisto l’obbligo di iscrizione a registri abilitativi (REC – Registro Esercenti il Commercio).
Tuttavia, permane la necessità del possesso dei requisiti riguardanti la tutela della salute e quella igienico-sanitaria, come specificato in seguito.
Inoltre è necessario possedere i seguenti requisiti, che verranno accertati dal Comune:
1) aver raggiunto la maggiore età;
2) aver assolto gli obblighi scolastici riferiti al periodo di frequenza del richiedente;
3) aver frequentato, con esito positivo corsi professionali istituiti o riconosciuti dalle regioni , aventi a oggetto l’attività di somministrazione dialimenti e bevande, o corsi di una scuola alberghiera o altra scuola a specifico indirizzoprofessionale, o aver superato, dinanzi ad una apposita commissione costituita presso la Camera
di commercio industria artigianato e agricoltura, un esame di idoneità all’esercizio dell’attività.
Sono ammessi all’esame sopra descritto coloro che sono in possesso di titolo di studio universitario o di istruzione secondaria superiore nonché coloro che hanno prestato servizio, per almeno due anni negli ultimi cinque, presso imprese esercenti attività di somministrazione di alimenti e bevande, in qualità di dipendenti qualificati addetti alla somministrazione alla dell’imprenditore, in qualità di coadiutore.
4) Qualora la vendita dei prodotti alimentari non sia solo relativa ai prodotti fabbricati all’interno dell’attività occorre richiedere l’autorizzazione amministrativa presso il Comune in cui sarà insediata l’attività, nonché avere i requisiti per la vendita di alimenti.
5) Obbligo D.I.A. differita, come per il caso di produzione artigianale.

Requisiti morali
Non possono aprire l’attività coloro:
1. che sono stati dichiarati falliti;
2. che hanno riportato una condanna per delitto non colposo a pena restrittiva della libertà personale superiore a tre anni;
3. che hanno riportato una condanna per reati contro la moralità pubblica e il buon costume o contro l’igiene e la sanità pubblica, per delitti commessi intestato di ubriachezza o in stato di intossicazione da stupefacenti; per reati concernenti la prevenzione dell’alcolismo, le sostanze
stupefacenti o psicotrope, il gioco d’azzardo, le scommesse clandestine e la turbativa di competizioni sportive; per infrazioni alle norme sul gioco del lotto;
4. che hanno riportato due o più condanne nel quinquennio precedente per delitti di frode nella preparazione e nel commercio degli alimenti;
5. che siano sottoposti a misure di sicurezza o siano dichiarati delinquenti abituali o di tendenza;
6. che abbiano riportato condanne per delitti contro la personalità dello Stato o contro l’ordine pubblico, o per delitti contro la persona commessi con violenza, o per furto, rapine, estorsione, sequestro di persona a scopo di rapina o di estorsione.
Il divieto di apertura cessa con la riabilitazione per il fallito e, decorsi i cinque anni dalla data in cui la pena è stata espiata, negli altri casi sopra indicati.
Occorre inoltre precisare che col Decreto Legislativo 507/99 molti reati in materia di igiene e sanità degli alimenti, gioco del lotto, emissione di assegni bancari o postali ed altre sono stati depenalizzati.

Autorizzazione amministrativa
L’apertura e il trasferimento di sede degli esercizi di somministrazione al pubblico di alimenti e di bevande, comprese quelle alcoliche, sono soggetti ad autorizzazione rilasciata dal sindaco del comune nel cui territorio è ubicato l’esercizio, sentito il parere della commissione competente.

Igiene dei prodotti alimentari
Con il Decreto Legislativo del 26 Maggio 1997 n. 155 si viene ad instaurare il sistema di autocontrollo aziendale, definendo tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza e la salubrità dei prodotti alimentari.
Il responsabile dell’industria deve garantire che la preparazione, la trasformazione, la fabbricazione, il confezionamento, il deposito, il trasporto, la distribuzione, la manipolazione, la vendita o la fornitura,compresa la somministrazione, dei prodotti alimentari siano effettuati in modo igienico.
Egli deve individuare nella propria attività ogni fase che potrebbe rivelarsi critica per la sicurezza degli alimenti e deve garantire che siano individuate, applicate, mantenute ed aggiornate le adeguate procedure di sicurezza, avvalendosi dei principi su cui è basato il sistema di analisi dei rischi e di
controllo dei punti critici HACCP.
Egli deve inoltre tenere a disposizione dell’autorità competente, preposta al controllo, tutte le informazioni sulle procedure sopra menzionate.
Nei casi di utilizzo di documentazione cartacea occorrerà affiancare al manuale sull’autocontrollo (HACCP) una procedura scritta sulla rintracciabilità. Essa dovrà fare riferimento ai documenti da conservare relativamente all’acquisto delle materie prime o semi-lavorati, alla definizione del lotto di produzione, alla gestione dei prodotti in uscita.

*Caso C) Vendita generica
In questa scheda ci limitiamo a fornire alcune precisazioni in caso di avvio dell'attività da parte di imprese artigiane.
Il Decreto Legislativo n. 114 del 24 aprile 1998 (Legge Bersani), di riforma della disciplina relativa al settore del commercio, non è applicabile agli artigiani iscritti all’albo per la vendita, nei locali di produzione o nei locali a questi adiacenti, dei beni di produzione propria.
Qualora, oltre ai beni di propria produzione siano venduti anche altri prodotti il decreto all’Articolo 5 Comma 5 indica i requisiti che devono essere posseduti dall’artigiano.
L’esercizio, in qualsiasi forma, di un’attività di commercio relativa al settore merceologico alimentare, anche se effettuata nei confronti di una cerchia determinata di persone, è consentito a chi è in possesso di uno dei seguenti requisiti professionali:
a) aver frequentato con esito positivo un corso professionale per il commercio alimentare;
b) aver esercitato in proprio, per almeno due anni nell’ultimo quinquennio, l’attività di vendita all’ingrosso o al dettaglio di prodotti alimentari; o avere prestato la propria opera, per almeno due anni nell’ultimo quinquennio, presso imprese esercenti l’attività nel settore alimentare, in qualità di dipendente qualificato addetto alla vendita o all’amministrazione o, se trattasi di coniuge o parente o affine entro il terzo grado dell’imprenditore, in qualità di coadiutore familiare,comprovata dall’iscrizione all’INPS.

Resta l'ultima cosa per poter Aprire una Gelateria Artigiana: I SOLDI
Esistono Agevolazioni Statali per ottenere fino a 150.000 euro di cui il totale per l'investimento ed un fondo per le spese di gestione per il primo anno.
Una di questa è la Microimpresa : Siamo disponibili ad aiutare coloro che hanno la volonta di mettersi in proprio,spiegando come ottenere tale agevolazione. Potete inviare un commento e saremo lieti di aiutarvi.

martedì 22 marzo 2011

Aprire un micro nido o un Baby Parking: I servizi per l'infanzia non sono sufficienti


E' evidente una sproporzione tra la domanda potenziale e l'offerta effettiva per i servizi socio-educativi per la prima infanzia,soprattutto nel meridione,sulla base dei dati forniti dall'Istat e dal Ministero degli Interni.
Il tutto per i mutamenti che hanno coinvolto le famiglie italiane nell'ultimo decennio soprattutto con la maggiore presenza di madri lavoratrici.
Le difficoltà nell’accesso agli asili nido pubblici, con lunghe liste d’attesa regolate da rigidi requisiti che nei fatti escludono le famiglie con reddito medio-alto, contribuiscono a creare nel settore ampie opportunità all’iniziativa imprenditoriale privata. 

I micro-nidi
I micro-nidi sono definiti come un servizio educativo e sociale,rivolto alla prima infanzia (vale a dire aibambini di età compresa dai tre mesi ai tre anni), in cui viene quotidianamente assicurata la realizzazione di programmi educativi, il gioco, i pasti ed il riposo pomeridiano.
Questi, visto le ultime tendenze delle scelte imprenditoriali settentrionali,possono anche essere istituiti presso aziende pubbliche e private, ed in questo caso li definiremocome micro-nidi aziendali o nidi d’azienda.

I micro-nidi si differenziano dagli asili nido “tradizionali”:
1) per una minore capacità ricettiva, non superiore ai 24 bambini e non inferiore ai 12 (il numero minimo
si abbassa se i micro-nidi sono situati in comuni sotto i 20.000 abitanti e nelle aziende),
2) per una ridotta superficie richiesta (circa 10 mq a bambino);
per tutti gli altri aspetti vale invece quanto previsto per gli stessi asili-nido.
Le strutture devono rispettare precisi requisiti tecnici, standard minimi di idoneità degli ambienti, moduli operativi e organizzativi fissati dalle normative vigenti

I baby-parking
I centri di custodia oraria, più comunemente definiti baby-parking, rientrano invece tra i cosiddetti «servizi educativi complementari», che si configurano come luoghi con caratteristiche educative, ludiche, culturali e di aggregazione sociale. 
L’organizzazione dei baby-parking richiede minori obblighi dal punto di vista organizzativo e gestionale, con orari ridotti di permanenza dei minori (non più di cinque ore continuative), assenza del servizio di mensa e modalità di funzionamento decisamente più flessibili. 

Caratteristiche generali
Sia che intendiate aprire un micro-nido, sia che vi proponiate di realizzare un baby-parking, occorre comunque che possediate alcune caratteristiche:
- innanzitutto, un grande amore per i bambini: saranno infatti questi ultimi gli utenti della futura attività,destinati inevitabilmente ad allietare le vostre giornate con le loro necessità, i loro progressi ed i loro capricci.
Se pertanto non sopportate pianti e strilli, reagite nervosamente alle situazioni di confusione e di fronte ad un pannolino da cambiare, iniziate a chiedervi se questo genere di occupazione può davvero fare al caso vostro;
- in secondo luogo, una notevole disponibilità nei confronti delle famiglie: in fondo, i genitori vi affideranno il loro bene più prezioso. È dunque comprensibile che vogliano conoscere sin nei minimi particolarie modalità del servizio che offrirete.

Per la realizzazione occorrono dei soldi,che non avete sicuramente!
Ad ogni problema c'è una soluzione: esistono agevolazioni statali che permettono di poter aprire un'attività come questa.
Il 50% a fondo perduto ed il restante con mutuo a tasso agevolato da restituire in rate trimestrali che iniziano soltanto dopo che avrete avviato la Vostra impresa.
Saremo disponibili a spiegarvi come fare per ottenere tale agevolazione...contattateci...commentate questo post e risponderemo!
Fonte:MIP

PARTECIPA ALLA GARA DEI TALENTI: Premio Nazionale sull'Innovazione

La locandina del concorso nazionale recita "CERCHIAMO I NUOVI MILLE - No Vittimisti,Perditempo o Apatici,ma Veri Innovatori".
Si tratta di un progetto per dare vita ad una Rinnovata Versione del Premio Nazionale dell'Innovazione.
Il Progetto si svolge nell'ambito di Esperienza Italia 150° ed in collaborazione con il periodico WIRED.
Nato dalla Regione Piemonte con la partecipazione della Fondazione CRT,Working Capital e Telecom Italia.
Si affronteranno Mille Talenti che saranno selezionati in una Gara in Giro per l'Italia.

I Temi delle Categorie a Concorso:Bio&Nano,Clean&Green,Web&ITC,Social Innovation.
Il Montepremi messo in palio avrà un peso veramente notevole se solo si volesse cambiare l'importo in monete: ben 2MILIONI DI EURO.
Il Concorso è semplice:basta proporre delle idee per costituire delle Start Up di impresa,che avranno come oggetto uno dei Temi a Concorso.
La gara si svolgerà nelle Università e in un sito curato da Wired,mentre Working Capital porterà i Talenti in Giro per l'Italia in un contest che ripercorre le tappe di Garibaldi e del viaggio dei Mille da Palermo fino alla Finale di Torino programmata per il 20 Novembre.
Le Proposte verranno raccolte fino a Luglio: è facile proporre un progetto basta iscriverlo su www.workingcapital.telecomitalia.it
Le proposte saranno esaminate da esperti chiamati a far parte dei comitati tecnici per ogni categoria a concorso

martedì 11 gennaio 2011

Finanziare un'idea la possibilità viene data dal web: il fenomeno Crowdfunding


Un progetto da sviluppare in attesa di trovare un adeguato sostegno economico? Bene, c’è chi ha pensato di usare la Rete e i suoi utenti per raccogliere fondi in maniera alternativa ma molto efficace.Con il termine crowdfunding si fa riferimento al finanziamento di un’idea imprenditoriale tramite un insieme di piccole offerte raccolte attraverso la Rete da un gran numero di investitori sparsi in tutto il mondo. 
Il crowfunding può quindi essere descritto come una collaborazione congiunta di persone che utilizzano il proprio denaro in comune per scommettere su idee di impresa accattivanti proposte da altre persone o società.
Pur essendo un fenomeno molto recente, il crowdfunding risulta sempre più diffuso su internet e attualmente esistono molte siti dove viene data la  possibilità di  inserire il proprio progetto accompagnato da una richiesta economica che viene sottoposta alla Rete. Se l’idea piace, sarà finanziata, altrimenti no.
Tra le piattaforme più importanti, per grandezza e notorietà, vi è certamente Kickstarter che permette di sostenere progetti di svariata natura. Grazie a Kickstarter, quattro studenti di una Università Newyorkese in poche settimane hanno ricevuto 200mila dollari, il 2000% di quanto avevano chiesto per la creazione del Social Network Diaspora. Un successo folgorante. Kickstarter da quando è andato online ha ha già finanziato oltre 1600 progetti: il sito percepisce il 5% di ogni budget raggiunto per le spettanze del servizio.
Un’altra piattaforma piuttosto nota è Ulule.com, che ha sede in Francia. In poco tempo ha già finanziato una serie di progetti, soprattutto nel campo delle arti, del sociale e dello sport.
Specializzati nel settore della moda, sono attivi i siti: Cameesa,Catwalk Genius, e Fashion Stake, che permettono di far investire su nuovi marchi o idee modaiole e sostenerli.
Esistono poi siti di crowdfunding anche nel settore della ricerca scientifica. Ottimi esempi sono Open genius e Sciflies.org, che permettono di pubblicare i progetti di ricerca sul Web, consentendo ai donatori di finanziarli direttamente.
Il successo di queste piattaforme ha attirato anche molti Venture capitalists che hanno mostrato interesse nell’investire in queste start-up impegnate nel crowdfunding. Insomma la situazione è in pieno fermento e le opportunità per chi ha spirito d’iniziativa non mancano certamente.

Fonte: http://www.romaexplorer.it/business/finanziamenti/marketing/crowdfunding.htm

sabato 20 novembre 2010

Idee di Impresa: Commercio Elettronico di prodotti tipici locali e agroalimentari

Il commercio elettronico (e-commerce) è in una fase di crescita in Italia grazie all’avvento ed all’enorme sviluppo di Internet che ha dato l'opportunità alle aziende, attraverso la creazione di propri siti, di crescere e di ampliare on-line la i potenziali clienti.
Se da un lato lo sfruttamento diretto da parte delle aziende, delle opportunità offerte dalla rete è ancora scarsamente
significativo, dall’altro viene percepito quasi da tutti come lo strumento in grado di consentire l’abbattimento dei costi distributivi ed il conseguimento di vantaggi competitivi in mercati molto concorrenziali.
Si parla di commercio elettronico quando la selezione, la scelta degli articoli ed il pagamento avvengono tramite Internet.
L’e-commerce, nella forma qui proposta, si sostanzia nella creazione di un negozio virtuale attraverso cui è possibile offrire prodotti locali artigianali di qualità che hanno maggiori potenzialità di commercializzazione all’estero.
Non necessariamente occorre avere un negozio fisico o un magazzino: tale problema è aggirabile se si ha la capacità di concludere accordi con varie piccole o medie aziende del territorio. Dunque in tal caso il commercio si trasforma in mero servizio di intermediazione tra l’acquirente ed il venditore. In questo caso le fasi del processo di erogazione di tali  servizi sono così sintetizzabili:
ü Contatto con il cliente e acquisizione materiale. Dopo aver stipulato il contratto, si passa alla fase di acquisizione del
materiale necessario alla progettazione: foto dei prodotti e dell’azienda, schede tecniche dei prodotti, testi per la redazione della presentazione aziendale.
ü Traduzione testi. Per le aziende che lo richiederanno, si procederà alla traduzione dei testi e delle schede tecniche in
altre lingue.
ü Progettazione e realizzazione pagine Web. In questa fase si elaborano le componenti grafiche e di testo delle varie pagine Web, tramite l’utilizzo di specifici programmi.
ü Creazione di form e moduli interattivi. In questa fase si procede alla realizzazione di form, moduli per ordini d’acquisto, accessi con password, etc. Questi servizi richiedono l’utilizzo di programmi e linguaggi più evoluti.
ü Aggiornamento. Una volta messo in rete il sito va aggiornato con frequenza per mantenere viva l’attenzione degli utenti . Inoltre va verificato il suo grado di visibilità,quanto più si diventa reperibili sui vari motori di ricerca tanto più aumentano i potenziali acquirenti.
ü Apertura verso le Aste e la creazione di un Negozio su Ebay.
Investimenti e Competenze
L’investimento da sostenere consiste soprattutto in hardware e software, ma la creazione di un adeguato ed accogliente ufficio di rappresentanza sarebbe l’ideale. Un informatico esperto nella realizzazione di pagine web e di tecnologie internet; un grafico per la progettazione del sito.
Siamo a disposizione per maggiori dettagli integrativi o allo sviluppo del Business Plan